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Il Programma di Ricostruzione

   

Il presente programma per la ricostruzione degli alloggi e la riqualificazione delle aree comprese tra via Pedagnali, via Casasale e viale Margherita in Episcopio di Sarno, è stato redatto con il coordinamento della Commissione per la ricostruzione da un gruppo di supporto tecnico costituito dal Commissariato straordinario di Governo.
La Commissione per la ricostruzione di Sarno, nominata con ordinanza 2121 del 31.01.02 in attuazione dell’art. 14 dell’ordinanza commissariale 2054 del 10.12.01 è costituita da :
Dott. Vincenzo Savarese ( Presidente delegato del Sindaco), Ing. Antimo Angelino (Componente, Dirigente dell’Ufficio), Ing. N. Annunziata, Geom. T.Cesaroni, Ing. N. di Filippo, Arch. G. Falanga, Ing. G. Mancusi, Avv. L. Martino, Cap. S. Vitello, Geom. A. Rainone (Segretario).
Supporto tecnico: Ing. A. di Somma, Arch. S. Manzi, Arch. G. Morra, Ing. M. Vignola ( Gruppo di lavoro ex ord. 2216 del 28/03/2002 ) Arch. P. delle Donne, Arch. B. De Feo, Cap. S. Vitello, Avv. L. Martino (Struttura commissariale).




Il programma di ricostruzione

Il programma di ricostruzione della località Episcopio, si inquadra nell’azione di ricostruzione e recupero, ambientale ed urbano oltre che edilizio, messa in essere a seguito degli eventi alluvionali del 5 e 6 maggio 1998, che investirono ampie parti del territorio del comune di Sarno e con maggiori e luttuose conseguenze proprio la località di Episcopio.
Il programma riconferma la volontà di ricostruire la città laddove più antica e consolidata è la storia dei luoghi, e più violenta è stata l’azione distruttrice delle colate di fango, a testimonianza del profondo radicamento della comunità locale.


Danni alle persone:
Sarno abitanti (1991) 31.509 vittime 137
Danni agli edifici:
Distrutti 126, inagibili 195; parzialmente agibili 66, agibili 549
(dati della Protezione Civile)

La messa in sicurezza, progressivamente acquisita con la realizzazione delle opere di sistemazione idraulica, ha consentito di concretare quest’ultima fase di ricostruzione degli alloggi, interprete della sempre più consapevole volontà della comunità locale che, uscita dalla emergenza, ha voluto la salvaguardia ambientale come un tutt’uno con il recupero e la ricostruzione, operazioni strategiche, atte ad avviare progetti mirati alla definizione di una “nuova” struttura urbana, aderente alle condizioni dei luoghi, ma anche alle condizioni sociali. Si è voluto riconfermare il ruolo di una parte della città che correva il rischio di essere abbandonata, se fosse stata vissuta come luogo carico solamente di una luttuosa memoria e non di una profonda stratificazione storica e culturale, che ne imponeva il recupero e la valorizzazione.
Non si è voluto un “progetto speciale”, in deroga, ma costruire insieme un programma concordato. L’azione comune è stata concentrata sull’esigenza di “ricucire” fratture, traumatiche e dolorose, per recuperare e riattivare il processo di costruzione della città, così improvvisamente e drammaticamente interrotto, superando anche vecchi limiti.
Una “riscoperta” di luoghi, consolidati, per riaffermare la centralità storica e culturale di nuclei antichi, significati che rischiavano di essere definitivamente persi se non fossero stati sostenuti da percorsi attuativi, anche innovativi, ma garanti del processo ricostruttivo basato su procedure fortemente partecipative.
Con la ricostruzione degli edifici residenziali in Episcopio si è voluto, tutti insieme, ripristinare un senso civico della Comunità attraverso il recupero della fisionomia cittadina, degli spazi pubblici e delle infrastrutture.
Tutti gli abitanti sono stati messi in condizione di decidere dove ricostruire le abitazioni, indifferentemente dalle condizioni di maggiore o minore difficoltà, avendo risolte preventivamente le problematiche scaturenti dal regime proprietario, anche mediante accordi bonari tra le parti.
La ricostruzione in alcune parti del territorio e particolarmente nel nucleo più densamente popolato, compreso tra le vie Casasale e Pedagnali nella frazione di Episcopio, risultava difficile, per non dire impossibile se non si rimuovevano ostacoli di natura normativa.
Si verificava, infatti, che la commistione e la parcellizzazione del regime proprietario non consentivano a ciascun nucleo familiare la ricostruzione degli alloggi se non venivano attivate le necessarie operazioni di ridefinizione dei regimi proprietari. Trattandosi di un nucleo antico in alcune parti ultracentenario, le successioni all’interno degli stessi nuclei degli aventi diritto, nonchè i passaggi di proprietà avvenuti in epoca antecedente agli eventi alluvionali, hanno determinato quella commistione che si evidenziava. Ci si rendeva conto, quindi, della necessità di ricomporre intorno alle unità abitative da ricostruire, un diverso regime proprietario, il più possibile coerente con quello preesistente. Tale modo di procedere garantiva il rispetto della ricostruzione in sito posto dalla normativa e, nel contempo, rendeva possibile la ricostruzione degli alloggi anche in maniera diversamente aggregati, per rispondere alle norme di sicurezza incidenti sull’assetto urbano.
Pertanto, partendo dalla relazione esistente tra i numeri civici di riferimento, quasi sempre corrispondenti a corti comuni, ed il regime proprietario originario, si perveniva alla stesura di un planovolumetrico di riferimento che progressivamente, in relazione al regime proprietario e alle accertate esigenze ricostruttive, in termini di superfici e volumetrie di alloggio, di superfici di pertinenza e comuni per edificio, di spazi pubblici e viabilità di connessione, di orientamento secondo flussi idraulici, consentiva la risoluzione di tutte le problematiche ostative alla ricostruzione. Non avendo altresì trascurato il rapporto di connessione tra ricostruzione e messa in sicurezza del territorio, con il parallelo e progressivo realizzarsi delle opere di salvaguardia idraulica di monte.

Azione di ricostruzione e recupero che conferma l’esigenza, non solo culturale ma funzionale, di mantenere inalterati i tracciati delle strade, e che pur incidendo sulla consistenza fisica degli edifici, sulle destinazioni d’uso, in particolare ai piani terra , rispetta le abitudini sociali di chi vi abita, adeguando l’insieme urbano e gli alloggi alle condizioni e alle esigenze funzionali attuali, alla “convenienza” della città d’oggi.

Il programma per la ricostruzione di via Casasale e via Pedagnali in Episcopio, mira ad attuare alcune scelte strategiche, significativamente incidenti sotto il profilo dell’impatto economico e sociale sulla città nel suo insieme. Il recupero delle aree colpite dalle colate di fango è strumento di sviluppo sociale, che rompe isolamenti, superando anche vecchie marginalità, attraverso interventi inseriti o inseribili all’interno di programmi di più ampia influenza urbana, tra loro correlati ma non dipendenti.

Una strategia complessiva, che ha visto in questa fase impegnata la Commissione per la ricostruzione ed il Commissariato di Governo, da trasferire all’Ente Locale e gli altri Enti istituzionali sovraordinati, quali la Regione e la Provincia. Un’azione coordinata, con il coinvolgimento delle risorse professionali presenti sul territorio che, in breve tempo , ha portato alla definizione di un programma integrato di ricostruzione e recupero urbano, inserito nel più ampio programma di messa in sicurezza dell’intero territorio di Episcopio. Ambiti di intervento, voluti come stralci funzionali operativamente autonomi, per la ricostruzione degli alloggi esistenti, in uno con le pertinenze e quant’altro necessario per rendere non solo gli alloggi fruibili, ma confortevole e di qualità la vita del quartiere nel suo insieme.

Scelte in grado di attivare risorse che vanno forse oltre le disponibilità del piano, per la ricostruzione dell’edilizia abitativa privata e per la realizzazione contestuale delle opere pubbliche e di sistemazione ambientale strettamente connesse.

Il programma si basa su un processo di attuazione che “accompagna” i progetti dei privati determinando le condizioni per la ricostruzione degli alloggi, garantendo il contestuale avvio delle opere di infrastrutturazione delle aree. Una volta verificata la fattibilità tecnico-amministrativa dei progetti degli aventi diritto alla ricostruzione, vengono approvati e contestualmente definiti i contributi da consegnare agli aventi diritto. Ottenuto il decreto di assegnazione dei contributi si avvia la fase finale di attuazione e sarà, con un’attenta gestione, assicurato il controllo dei tempi di attuazione dei lavori e verificate le funzionalità e le ricadute sociali.
Il programma, contenuto nei limiti territoriali e normativi posti dalla legislazione per la ricostruzione vigente, attiva un processo di integrazione con le aree limitrofe, anche per recuperare le necessarie continuità. La Commissione per la ricostruzione ha definito gli strumenti tecnico-amministrativi, in uno con la individualizzazione delle risorse necessarie, per orientare le iniziative nel rispetto di una complessiva coerenza con le norme e con le finalità sociali posti a base del piano generale degli interventi per la ricostruzione e la messa in sicurezza di Episcopio.
Il privato è attore fondamentale di un processo di ricostruzione che impegna il pubblico per l’attuazione di un coordinato insieme di interventi volti a garantire la realizzazione degli alloggi distrutti e al recupero del quartiere. I singoli aventi diritto alla ricostruzione in sito del proprio alloggio sono aggregati intorno ad un progetto che pone al primo posto il recupero residenziale, senza trascurare le condizioni di vivibilità del quartiere. Attorno al programma di ricostruzione si è definita quella condizione di necessaria solidarietà per la rinascita civile di Episcopio che rende possibile, praticabile e concretizzabile, in tempi decisamente controllati, il programma. La variabile tempo è stata posta come condizione primaria per definire modalità e deleghe, per evitare inutili dilatazioni, del disagio già sopportato.
Può sicuramente affermarsi che senza il programma di ricostruzione, così come elaborato, non era possibile recuperare neanche un alloggio in questa zona della città, in quanto risultavano irrisolvibili tutta una serie di problemi connessi alla frammentarietà e alla commistione della proprietà fondiaria, e anche alle accessibilità e sicurezza.
Questi aspetti sono stati determinanti per l’ampliamento del programma. Verificate, infatti, le fattibilità, sulla base di una indagine che ha consentito di valutare tutti quegli interventi che non potevano essere ricostruiti per le nuove condizioni di vincolo imposte al territorio , si è deciso di localizzare in questa zona anche gli alloggi non ricostruibili in altre zone di Episcopio. E’ così che abbiamo individuato un’area, per la ricostruzione di circa 15 alloggi, disponibile per fornire risposta abitativa a quei nuclei familiari che oggi non possono ricostruirsi il proprio alloggio e che hanno optato per la cosiddetta ricostruzione fuori sito.
Sarà il Consiglio Comunale di Sarno a rendere operativa la proposta così come stabilisce la norma, la Commissione si limita in questa sede a dare una soluzione al problema, in maniera integrata, coerente ed economicamente vantaggiosa. L’impegno finanziario, infatti, che sta richiedendo la messa in sicurezza del territorio di Episcopio indirizza verso una scelta più completa e definitiva in questa parte della città, fermo restando diverse valutazioni di competenza del massimo organo di governo cittadino.


QUADRO ECONOMICO RIEPILOGATIVO GENERALE

Importo totale dei lavori per opere di infrastrutturazione € 1.325.255,00

Somme a disposizione dell’amministrazione
I.V.A. 10% € 132.525,50
Spese tecniche generali e consulenze 15% € 198.788,25
I.V.A. sulle spese tecniche generali 20% € 39.757,65
Totale somme a disposizione € 371.071,40
Totale € 1.696.326,40

Espropri € 500.000,00

Totale € 2.196.326,40

I valori riportati sono da intendersi indicativi, in quanto legati a valutazioni di tipo parametrico. Il quadro economico generale dell’intervento, a meno dell’edilizia residenziale, finanziata con altro capitolo, può pertanto ritenersi il seguente.

 
 

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