Lo scopo della presente
pianificazione di emergenza è quello
di definire le procedure da seguire
nelle azioni di Protezione Civile
finalizzate all’avvertimento,
evacuazione e ricovero in sicurezza
della popolazione residente nelle
aree a rischio di colate di fango
dei Comuni colpiti dagli eventi del
5 maggio 1998.
La necessità di realizzare una
pianificazione interprovinciale
dipende dal fatto che tale area è
caratterizzata dal punto di vista
amministrativo da 12 autorità locali
(Regione ed Enti Locali) e 3
Prefetture:* Regione (Campania)
* 3 Province e 3 Prefetture
(Avellino – Caserta – Salerno)
* Comunità Montane (Montedonico
Tribucco – Vallo di Lauro Baianese –
Zona dell'Irno)
* Comuni (Bracigliano – Quindici –
San Felice a Cancello – Sarno –
Siano)
Il documento si articola in tre
sezioni
• A – Descrizione del modello di
intervento –
• B – Ruoli e compiti delle
componenti del Servizio Nazionale di
Protezione Civile (art.6, L. 225/92)
–
• C – Modello di intervento:
risposta del Sistema nazionale e
locale di protezione civile per
ciascun livello di allerta
La prima sezione descrive in
generale il modello di intervento e
le fasi del piano ed elenca gli
organismi coinvolti; la seconda
sezione precisa, per ciascun ente, i
compiti da svolgere nelle tre fasi
dell’emergenza; la terza sezione
riporta, fase per fase, i seguenti
argomenti: criteri di attivazione,
attività dei diversi enti, criteri
di disattivazione. È evidente che le
attività dei vari enti riportate
nella sezione C sono del tutto
identiche (parola per parola) a
quelle descritte nella sezione B.
A - DESCRIZIONE DEL MODELLO DI
INTERVENTO
A.1 CARTOGRAFIE DI BASE
La pianificazione di emergenza ha
come base la seguente cartografia:
- IGM scala 1:100.000 F. 185, F. 173
- IGM scala 1:25.000 F. 185 IV SE,
IV SO, III NO, III NE
F. 173 III SO
- Ex Cassa del Mezzogiorno -
Cartografia scala 1:5000. Su questa
base topografica sono state
delimitate le aree a rischio dei
Comuni: Sarno, Siano, Quindici,
Bracigliano e San Felice Cancello.
Le singole pianificazioni comunali
sono riportate tutte su scala
1:5000.
A.2 CARTE DEL RISCHIO
L’Unità Operativa dell’Università di
Salerno (U.O. SA.) ha elaborato
nella prima fase dell’emergenza una
cartografia a scala 1:5000 delle
aree a rischio da colate di fango
che è servita per individuare la
popolazione da evacuare in caso di
allarme.
Successivamente, con le attività di
Presidio Territoriale sono state
acquisite ulteriori e più
approfondite conoscenze geologiche
ed idrogeomorfologiche che hanno
consentito al GNDCI-CNR di
modificare la prima perimetrazione
(linea rossa) realizzata dalla
comunità scientifica.
Inoltre, tra le carte tematiche
realizzate, il Presidio ha redatto,
per i 5 comuni, la “Carta dei Punti
di Crisi” a scala 1 : 5.000 che
costituisce un utile strumento di
supporto alle attività di
monitoraggio e vigilanza del
territorio.
Nella suddetta cartografia,
all’interno delle aree a rischio,
vengono rappresentate:
- le aree soggette a problemi di
natura idraulica durante eventi
pluviometrici intensi, ovvero:
• aree di erosione, trasporto e
deposito del materiale piroclastico
alluvionale;
• aree di probabile ostruzione e/o
strozzatura idraulica;
• zone soggette ad allagamento nelle
aree di recapito dei canaloni;
- le aree potenzialmente soggette
alle colate di fango in
corrispondenza di:
• punti di espansione della colata;
• accumulo di materiale detritico
e/o alluvionale di possibile
mobilitazione presente negli alvei;
• dissesti spondali.
- i percorsi per raggiungere i punti
di crisi ed i relativi punti di
osservazione, durante l’evento
pluviometrico, in condizioni di
massima sicurezza.
I Comuni in possesso di tali
cartografie sono i seguenti:
- Quindici della Provincia di
Avellino
- Bracigliano, Sarno e Siano della
provincia di Salerno
- San Felice a Cancello della
provincia di Caserta
A.3 IL MODELLO DI INTERVENTO
Il Piano Interprovinciale di
Emergenza comprende quattro fasi di
allerta: stato di presidio,
attenzione, preallarme ed allarme.
Lo stato di presidio è attivato dal
Settore Programmazione Interventi di
Protezione Civile sul territorio
sulla base di un Avviso di avverse
condizioni meteorologiche emesso dal
C.O.A.U. - Veglia Meteo del
Dipartimento della Protezione
Civile. In tale fase sono attivati
il Centro funzionale per la
previsione meteorologica e il
monitoraggio
meteo-idro-pluviometrico e delle
frane (ex S.I.M.N.-NA, di seguito
denominato Centro Funzionale) e il
Nucleo Operativo della Struttura
Commissariale (S.C.) ex Ordinanza
Ministeriale n.2787/1998.
Le fasi di attenzione e preallarme
sono attivate dal Settore
Programmazione Interventi di
Protezione Civile sul territorio
sulla base dei dati pluviometrici
registrati dal Centro Funzionale e
in considerazione delle elaborazioni
effettuate dal Centro Funzionale e
dal Nucleo Operativo della S.C.
La fase di allarme è attivata dal
Settore Programmazione Interventi di
Protezione Civile sul territorio
sulla base dei dati pluviometrici
registrati dal Centro Funzionale,
delle elaborazioni effettuate dal
Centro Funzionale e dal Nucleo
Operativo della S.C. e delle
informazioni provenienti
dall’Ingegnere Delegato, dai Presidi
Territoriali e dai Sindaci.
La disattivazione delle varie fasi è
disposta dal Settore Programmazione
Interventi di Protezione Civile sul
territorio allorquando i valori di
precipitazione scendono al di sotto
dei valori soglia e tenendo conto
delle previsioni meteorologiche
favorevoli.
A.4 LE SOGLIE PLUVIOMETRICHE
Alle fasi di attenzione, preallarme
e allarme corrispondono una coppia
di valori-soglia calcolati
utilizzando due distinti modelli
idrologici: il modello delle piogge
cumulate e il modello Flair.
Il Centro Funzionale elabora i dati
delle precipitazioni misurate e li
confronta con i valori delle soglie
pluviometriche calcolate con il
modello di piogge cumulate; il
Nucleo Operativo della S.C. elabora
i dati delle precipitazioni misurate
e li confronta con i valori di
soglia del modello pluviometrico
denominato FLaIR.
In base al modello delle piogge
cumulate, per ciascuno dei cinque
comuni monitorati sono individuati i
telepluviometri di riferimento le
cui registrazioni sono utilizzate
per il controllo dei valori di
soglia.
Per i Comuni di Bracigliano e Siano
i telepluviometri di riferimento
sono quelli di Cetronico e Piani di
Prato.
Per i Comuni di Quindici e San
Felice a Cancello i telepluviometri
di riferimento sono quelli di Piani
di Prato, Quindici e Torriello.
Per il Comune di Sarno i
telepluviometri di riferimento sono
quelli di Piani di Prato, Sarno
Sanatorio e Torriello.
La soglia di attenzione, è fissata
in 25.0 mm.
Relativamente alle soglie di
preallarme ed allarme il modello
prevede, per ciascuna di esse, tre
valori di soglia corrispondenti a
tre distinti valori della durata di
precipitazione pari a d ore
(d=24,48,72 ore). I valori di soglia
di preallarme ed allarme definiti
per l'assegnata durata d si basano
sui valori di precipitazione
cumulata dalle ore 00:00 del primo
settembre dell'anno in corso, o
precedente, fino all'ora precedente
di d ore l'istante attuale, ed i
valori di precipitazione cumulata
nelle ultime d ore.
Per ciascun Comune la fase di
attenzione scatterà quando, in
almeno uno dei telepluviometri di
riferimento del comune, la
precipitazione cumulata nelle ultime
24 ore avrà superato il valore di
soglia di attenzione.
Per ciascun Comune scatterà la fase
di preallarme (allarme) quando
almeno una delle altezze di pioggia
cumulate nelle ultime 24 ore, 48 ore
e 72 ore, medie dei valori
registrati ai telepluviometri di
riferimento del Comune, avrà
superato il corrispondente fissato
valore di soglia di preallarme
(allarme).
Nel caso in cui per uno dei Comuni
venissero a mancare
contemporaneamente le registrazioni
di tutti i telepluviometri di
riferimento, si prenderà in esame il
più gravoso di quelli utilizzati per
gli altri Comuni.
Nel caso, infine, in cui venissero a
mancare tutti e cinque i succitati
telepluviometri, si prenderà a
riferimento quello di San Pietro.
Il modello di soglia pluviometrica